Una disperata vitalità

<<Dio mio, ma allora cos’ha

lei all’attivo?>>

Io? [...]

... Io? una disperata vitalità ...

***Tratto da Poesie in forma di Rosa – di Pier Paolo Pasolini

 

La disperata vitalità di una intelligenza che sopravvive in un panorama culturale vuoto e conformista.

La disperata vitalità di un piccolo borgo che crede nella Cultura come unico strumento per innescare un desiderio di cambiamento nelle coscienze e, quindi, far rinascere la speranza.

La disperata vitalità di quei ragazzi che con amore, con fatica e sacrificio credono di poter immaginare un futuro grazie ad un progetto culturale e artistico.

La disperata vitalità di un popolo, di un territorio che fa delle differenze, dei suoi contrasti, delle sue difficoltà e delle sue paure, un tratto distintivo e lotta per non scomparire e dissolversi nella massa.

Quello che oggi immaginiamo o identifichiamo come uno status di successo non è che l’inseguimento di un modello di società imposto dall’edonismo consumista e dall’omologazione più oscena.

Le diversità culturali, linguistiche e antropologiche di questo territorio non si devono solo conservare e proteggere, ma si devono vivere con spontaneità, innocenza e vitalità, senza porsi continuamente alla ricerca di altri modelli sociali.

Oggi la disperata vitalità è una speranza che questi luoghi continuino a mandare un messaggio grazie al quale si possa guardare al futuro con dignità, ma soprattutto con identità, identità nelle differenze.

Inatteso, disperato, improbabile, quasi impossibile… tra infinite difficoltà, questo progetto ha vinto resistenze e ostacoli. L’attesa e l’aspettativa, ma soprattutto la tenacia di un’intera generazione che vuole continuare a costruire e conoscere attraverso l’Arte e la Poesia, sono state capaci di non spegnere la speranza, con il potere dirompente della vitalità.