Mimmo Lerro

Il RiTorno

“RiTorno a Gallo Matese” rappresenta un’occasione importante per rivitalizzare l’architettura della città antica, la partecipazione e il coinvolgimento degli abitanti della comunità locale. Una concezione della città che, nella riscoperta degli elementi costitutivi degli spazi urbani e nella re-invenzione delle tradizioni locali, propone ad un pubblico più vasto la valorizzazione delle risorse storiche, architettoniche, ambientali ed enogastronomiche del proprio territorio.

Alla parola ritorno si associa l’idea di un percorso, di una strada, di una distanza, di una perdita, di una restituzione o di una rivincita.

Si ritorna dopo una partenza, libera o forzata: il mio pensiero si congiunge idealmente alla triste condizione vissuta dagli emigranti; a tutte le persone che, a causa di gravi difficoltà economiche e/o alla ricerca di un mondo diverso, hanno deciso di lasciare gli affetti dei più cari e le immagini di riferimento della propria vita. In questa condizione umana del distacco o della separazione da qualcosa di molto prezioso e amato, in questa complessa atmosfera di intimità sventrata delle case e delle famiglie, io credo si deve cercare il significato autentico della parola RiTorno a Gallo Matese.

Ritornare senza dimenticare che prima c’è stata una partenza e un dolore, e ritornare anche perché si è presi dal bisogno di donare qualcosa alla propria città di origine, di risarcire l’abbandono della propria famiglia con una recuperata generosità, di contribuire alla rinascita civile e culturale della comunità.

L’idea del ritorno deve però superare le miserie o le angustie di una sterile nostalgia o di un banale quanto inutile sentimentalismo collettivo.  Il significato del “Ri-Torno a Gallo Matese” che preferiamo, e che vorremmo rendere trasmissibile e chiaro come leitmotiv dell’intera manifestazione, si fonda sulla certezza che dopo una separazione, un distacco, un dolore c’è sempre la possibilità di una ricongiunzione, di una riunione, di una coesione.

Io credo che le sfumature sulle numerose interpretazioni dell’esperienza umana del ritorno, forse infinite e qui solo accennate, aprono senz’altro una strada, inedita  misteriosa e intrigante, per uno studio scientifico della realtà urbana vista nel suo insieme. Una strada ricca di potenzialità progettuali sulle iniziative che potranno essere messe in cantiere dall’amministrazione comunale di Gallo Matese per approfondire ulteriormente le riflessioni sul concetto del ritorno.

Un ritorno inteso anche nel senso della ricomposizione e/o della riscoperta di una armonia sociale ed economica perduta; un’armonia che è stata da troppo tempo ingiustamente trascurata, condizionata e tristemente confinata in una visione anacronistica, cristallizzata e museografica dei beni culturali. Per dare un impulso determinante alla ripresa di tutte le attività sociali della città di Gallo Matese si dovrà procedere con un piano di opere che renderà finalmente possibile ricostruire l’anima, lo spirito e il corpo di tutto il nucleo della città antica,  vale a dire l’unità dell’insediamento umano originario.

E solo quando il visitatore o il cosiddetto turista percepirà che, oltre gli eventi di intrattenimento artistico e sportivo, c’è in corso un importante progetto di riqualificazione urbana e ambientale, si potrà avere la verifica concreta che le azioni intraprese erano quelle giuste.

 

L'equilibrio e la magia

La razionalità, la frenesia, gli impegni, la routine, spesso hanno reso disabituata e incerta la nostra capacità di sorprenderci.

Eppure il nostro desiderio più profondo e inespresso è la voglia di magia. L’arte di sapere e di sapersi meravigliare. Provare sensazioni dal gusto sospeso, di cui spesso non rimane che una lontana eco. Come guardare per la prima volta un tramonto sul mare. Ricordare il sorriso di uno sconosciuto. Gioire della meraviglia attraverso gli occhi di un bambino…

L'incanto del Borgo che diviene Teatro

La Cultura, l’Arte, la Poesia, al giorno d’oggi suonano come concetti lontani, sacri ed inviolabili, riservati a pochi eletti.

È amaro constatare come sia sempre più raro trovare qualche “temerario” capace di vivere, investire, curare e promuovere l’Arte e la Bellezza. Eppure sono le uniche forme di espressione e vitalità in grado di elevare lo spirito, di far percepire, a volte persino arrivare a sfiorare la superficie dei sentimenti. permettono di scorgere intuizioni, visioni e orizzonti magnifici. Ogni momento dell’esistenza può essere reso più intenso, può essere vissuto con maggiore profondità, può divenire stimolo di una ricerca attenta e consapevole, grazie all’Arte.

La Parola, il Racconto e la Poesia

L’immaginario della parola rende possibili tanti mondi. Permette di spaziare con la fantasia, di abbandonarsi al suono cadenzato e ritmico di un racconto narrato ad alte voce. Ogni sillaba, ogni accento, ogni virgola sono studiati per stimolare i nostri sensi e lasciare libera l’interpretazione. Ecco allora che lettere, parole, paragrafi si compongono in un’armoniosa perfezione, capace di colpire sensibilità e creare suggestioni, lasciando spazio solo al significato evocativo e ineffabile del testo poetico.